Sono stata alla manifestazione di ieri a Roma. Gli apprendisti politici del PDL dovrebbero valutare che quelli che riempivano le strade e le piazze di Roma e delle altre città erano manifestanti di un Settore!
Il ministro Gelmini dovrebbe dimettersi e Napolitano la smetta di firmare i decreti di Arcore come fossero autografi, è indecente.
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fatanuda alle ore 15:10 |
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Paese ogni giorno meno libero, i nani del potere sono ombre del deserto dei tartari. Nessuno creda che il serrare i denti del nanofascista sia un gesto di forza; che dire altrimenti del caso Mills, dell'Homo Haider, del Presidenzialismo forte come un amaro, dell'agitare il manganello contro i ragazzi? Magnaccia fai schifo.
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fatanuda alle ore 21:19 |
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Questo è il Regime del Magnaccia cocainomane e ignorante
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SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA
17 OTTOBRE TUTTI IN PIAZZA
Lavoratori della scuola (non si sa ancora per quanto...)
SIAMO TUTTI COINVOLTI!!!
Il 26 settembre 2008 è stato pubblicato lo Schema del piano programmatico del Ministero dell'Istruzione di concerto con il Ministero dell'Economia di cui all'art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, che prevede tagli per 131.841 lavoratori tra docenti e ATA! Questi tagli saranno realizzati
- aumentando il numero degli studenti per classe (fino a 35)
- eliminando le scuole con meno di 500 alunni
- introducendo alle elementari il maestro unico
- riducendo l'orario alle elementari, alle medie e alle superiori
(addio tempo pieno: l'orario massimo previsto è infatti di 30 ore settimanali)
- accorpando le classi di concorso e utilizzando i docenti di ruolo in esubero per attività diverse dall'insegnamento
- diminuendo del 30 % le compresenze
- eliminando ogni sperimentazione
- tagliando i posti di sostegno
- eliminando alcuni corsi delle scuole serali
Tutto questo è un ATTACCO ALLA QUALITA' DELLA SCUOLA STATALE e determina un grave DETERIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO e quindi in quanto tale riguarda non solo i lavoratori della scuola, ma anche le famiglie, gli studenti, la società tutta! Se vogliono risparmiare, che taglino i finanziamenti alle scuole private, che stanino gli evasori fiscali, il cui gettito mancato è ormai arrivato a 300 miliardi annui!!! Che chiudano Rete4, dichiarata illegale dalla Unione Europea, che ha comminato al nostro paese una multa di 300.000 euro al giorno!!!
PARTECIPIAMO IN MASSA ALLO
SCIOPERO DEL 17 OTTOBRE
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fatanuda alle ore 22:40 |
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Fenomenologia del corpo insegnante
MARCO LODOLI
Dopo anni e anni di riforme scolastiche fondate su incerti presupposti pedagogici, dopo Berlinguer, la Moratti, Fioroni e il progressivo smarrimento di insegnanti e allievi di fronte ai nuovi programmi e ai nuovi criteri di giudizio, alle Siss e ai moduli, alla metamorfosi costante degli esami di Stato e alla sistemazione dei precari, ecco che in un attimo tutto si semplifica: finalmente si è trovato il principio regolatore del marasma, era l´uovo di Colombo, ma ci voleva l´accoppiata vincente Tremonti-Gelmini per pervenire a tanta brutale chiarezza. La scuola sarà riorganizzata secondo i pochi soldi che restano.
Certo, non è un discorso che si può fare apertamente, va mimetizzato dietro le frasche dei grembiulini e del voto in condotta, dietro il velo della nostalgia dei bei tempi che furono, ma la sostanza ormai è evidente. Il piatto piange, dunque si mandano a casa tante maestre, si riducono gli anni scolastici, si congelano i precari in un freezer mortale. Non basta ancora, dalla torre di comando, coi conti della spesa in mano, scende il ministro Brunetta per bacchettare gli insegnanti: per quello che fanno guadagnano benone, in fondo il corpo docente è fin troppo pingue e sotto sotto se la intende mollemente con le armate invisibili dei fannulloni. E ancora: si auspica lo sbarco nella scuola delle fondazioni, addirittura degli sponsor, denaro privato, fresco, produttivo, denaro che produrrà altro denaro, se tutto va bene, e viene quasi da immaginare i nostri bambini con il loro bravo grembiulino azzurro e il nome dell´azienda finanziatrice sulla schiena, come accade ai giocatori di calcio.
Insomma, ci spiegano Tremonti e la Gelmini, lasciamo stare Rousseau, Steiner e la Montessori, non perdiamoci nella nebbia delle teorie, cancelliamo ogni patetico e rovinoso sessantottismo e andiamo al cuore del problema: la scuola è una ditta sull´orlo del collasso, e allora come nella più feroce tradizione neoliberista, subito forbici e tagli, poi si vedrà. Del resto già da qualche anno, con il varo solenne dell´autonomia scolastica, è difficile per un insegnante parlare dei problemi didattici con il suo dirigente scolastico. «Il preside è corso in banca a firmare carte», «Il preside sta rivedendo le entrate e le spese con la segretaria», «Il preside non sa dove sbattere la testa per pagare i supplenti». Il mondo dell´economia, reale o immaginaria, preme sempre più sulla scuola: gli stessi allievi da molto tempo sentono che in fondo Aristotele o la trigonometria non serviranno un granché, che la vita di oggi ruota attorno ad altri assi cartesiani, soldi e divertimento, soldi e successo, come un luna park eccitante al quale le biblioteche non possono insegnare un bel nulla.
Il paradosso è proprio questo: il nuovo governo berlusconiano dichiara di voler restituire serietà e autorevolezza alla scuola, contro il lassismo di insegnanti lazzaroni, quando chiunque lavori in un´aula sa che lo sfacelo è figlio proprio della trasformazione antropologica elaborata dalle reti Mediaset, negli studi pubblicitari, nei centri commerciali, in una sottocultura biecamente edonista che ha illuso i più deboli e i più giovani privandoli persino di un senso di dignità e di una colonna vertebrale. Così gli insegnanti arrancano per ottenere un minimo di credibilità, schiacciati tra l´indigenza e il disprezzo, davanti a studenti che pensano ad altro, che neanche fingono più di credere ai valori della conoscenza e dell´apprendimento.
Un esempio clamoroso è il film La classe, Palma d´oro a Cannes, incensato da tutta la critica. La figura dell´insegnante appare nella sua versione più desolata, il povero Bégaudeau, autore del libro e protagonista principale del film, è davvero uno sciagurato, quasi un inetto, che non ne fa una giusta neanche per sbaglio. Tutto l´anno scolastico perduto dietro una sola idea, far scrivere a ogni studente il suo autoritratto. Mai osa proporre ai ragazzi un brano di Shakespeare, una poesia di Baudelaire, qualcosa di alto e nobile che possa modificare le loro sensibilità: non crede più alla potenza dell´arte, del pensiero, della bellezza, si accontenta di aderire timorosamente alla vita degli studenti, di certificare l´esistente, lo status quo, la vita così com´è, ed è una brutta vita. Finirà a insultare due allieve e a farsi minacciare dal bullo della classe, poi espulso a forza dalla scuola. Un insuccesso totale, una catastrofe. La scuola rischia sempre più di diventare un mondo in cui la cultura conta poco o niente, dove imperano il presente, il disagio, i soldi sognati o tagliati.
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fatanuda alle ore 17:36 |
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COMUNICATO UNITARIO
Le Organizzazioni Sindacali FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA hanno registrato – in sede di tentativo di conciliazione – una risposta negativa rispetto alle loro rivendicazioni.
Hanno, quindi, deciso di promuovere una forte mobilitazione di tutto il personale della Scuola che comprende lo SCIOPERO GENERALE NAZIONALE per l’intera giornata di Giovedì 30 ottobre.
Per tale giornata i sopraindicati sindacati scuola organizzano una manifestazione nazionale a Roma.
Roma, 9 Ottobre 2008
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fatanuda alle ore 22:15 |
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In piena crisi finanziaria globale c'è chi vuole imporre una scuola organizzato secondo il modello di una fondazione, di una piccola impresa; nessuno del Pdl o dei riformisti illuminati del passato governo si chiede dove siano i cosiddetti sponsor privati; qui si continua a demolire il sistema scolastico pubblico puntando sull'irrazionale primato dell'organizzazione (tutta da verificare) a discapito della didattica e dei contenuti. Dear Gelmini, lei si scandalizza perchè il 97% delle risorse economiche destinate alla scuola vanno alle risorse umane (ignorando il contributo logistico degli enti locali), se non vanno alle risorse umane, al patrimonio di voci, civiltà, memorie, intelligenze, raccontatori.... a chi dovrebbero andare? Ai controllori di qualche processo educativo pianificato a tavolino?
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fatanuda alle ore 11:16 |
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NEL PIENO DI UNA CRISI FINANZIARIA GLOBALE CHE STA IMPACCHETTANDO BANCHE E ARCHITETTURE DEL CAPITALISMO COME CARTA STRACCIA, NEL NOTRO PAESE, C'è ANCORA CHI CREDE DI POTER TRASFORMARE SCUOLE E OSPEDALI IN SPA E FONDAZIONI!! NEI LIBRI DI SCUOLA DOVREMMO DEDICARE PIù SPAZIO ALL'ANACRONISMO FASCISTA CHE SI OSTINAVA A COLTIVARE A GRANO I GIARDINI PUBBLICI MENTRE TUTTA L'EUROPA CORREVA VERSO L'INDUSTRIA.
Con la crisi finanziaria alle porte un Governo politico dovrebbe cercare l'unità del paese, parlare a tutti, chiedere ai cittadini di stringere un patto interclassista. Qui invece ministri e codini terrorizzano i lavoratori, i precari della scuola, i sindacati, si criminalizza ogni dissenso con l'uso criminale dell'informazione spazzatura.La confindustria nostrana invita nani e soubrette fine carriera a parlare di eccellenze e meritocrazia in riva al lago o sull'isoletta dei famosi, poi non si vergogna a chiedere soldi al popolo italiano! Dopo anni di stupidaggini sulla centralità del libero mercato con i soldi dei cittadini, di privatizzazioni condotte senza regole, di capitalismo senza soldi e senza idee, di continui attacchi allo stato sociale, di tagli alle scuole, di chiusura di ospedali, di autostrade e aereoporti regalati, qualcuno non prova alcun timore a chiedere soldi!
Svegliatevi italiani, Sciopero Generale per cacciare chi affama il Paese
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fatanuda alle ore 17:44 |
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Appello ai magnifici Rettori
delle Università italiane: Fermiamoci
FIRMA PER ADERIRE ALL'APPELLO
I sottoscritti docenti di varie Facoltà e Università italiane protestano vibratamente contro i recenti provvedimenti governativi varati con la Legge 133 del 6 agosto 2008. Come già hanno denunciato molti Dipartimenti, Facoltà, gruppi di docenti, si tratta di misure che sottraggono risorse alla ricerca, riducono il personale docente e amministrativo, restringono lo spazio vitale dell'Università sancendone l'emarginazione irreversibile nella vita del Paese.
La riduzione al 20% del turnover delle unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo. È tutto il processo di rinnovamento del corpo docente italiano - gravato da una anzianità elevata - ad essere compromesso per i decenni a venire. A tanti nostri valentissimi giovani l'avvenire nella ricerca e nell'insegnamento viene definitivamente precluso.
Il principio della convertibilità della Università in fondazioni private - sancito dall'art. 16 della Legge - costituisce senza dubbio il più grave attacco mai condotto contro l'autonomia e il futuro stesso dell'Università italiana. Non viene soltanto auspicata la ritirata dello Stato dalle sue funzioni storiche nel garantire la formazione superiore e la riproduzione delle sue classi dirigenti. È un progetto velleitario, imitazione tardiva di una stagione ideologica oggi in rovina nel Paese stesso in cui essa è nata. Trasporre l'esperienza delle Università private americane in Italia - un Paese nel quale lo Stato ha dovuto sostituire il capitale di rischio per realizzare lo sviluppo industriale - significa in realtà condannare tanto le Università pubbliche che private a un sicuro destino di irrilevanza. Con quali conseguenze per la collocazione dell'Italia nell'economia- mondo attuale è facile immaginare.
I docenti qui sottoscritti chiedono pertanto ai Magnifici Rettori di raccogliere il profondo disagio e la protesta che sale dalle Università e di reagire con l'energia che la gravità della situazione richiede, bloccando l'apertura del prossimo anno accademico in tutto il Paese. Si utilizzi la data di inaugurazione per una riflessione generale sul destino delle nostre università
Piero Bevilacqua,
Università di Roma La Sapienza
Mario Alcaro,
Università della Calabria
Raffaele Perrelli,
Università della Calabria
Alberto Asor Rosa,
Università di Roma La Sapienza
Gianni Vattimo,
Università di Torino
Fulvio Tessitore,
Università di Napoli,
Umberto Curi,
Rettore Università di Padova
Giovanni Polara,
Università di Napoli
Pietro Barcellona,
Università di Catania
Francesco Benigno,
Università di Teramo
Angelo D'Orsi,
Università di Torino
Claudio Natoli,
Università di Cagliari
Giorgio Inglese,
Università di Roma La Sapienza
(
2 ottobre 2008)