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mercoledì, 25 giugno 2008

I DOCENTI PRECARI CHIEDONO LE IMMEDIATE DIMISSIONI DEL MINISTRO GELMINI


Le dicharazioni rilasciate dal ministro Gelmini al Sole24ore sono di una gravità inaudita.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/scuola-tagli-risparmio.shtml
Il debito pubblico causato dall'incapacità della classe politica italiana non verrà risanato dalla lotta all'evasione fiscale, dal taglio degli enti inutili, dalla riduzione di superstipendi e manager di Stato; a pagare sarà la scuola pubblica italiana da cui verranno tagliati 190.000 posti di lavoro in 3 anni.
Il ministro Gelmini si dimostra un pupazzo nelle mani di Tremonti, che controllerà l'effettiva attuazione dei tagli facendole da "tutore"; questo fatto rende ridicoli i continui richiami alla meritocrazia di cui la Gelmini si riempie la bocca.
Il governo ha gettato la maschera: il suo unico obiettivo è tagliare gli organici per risparmiare sugli stipendi degli insegnanti a scapito della qualità della didattica: emblematica e ridicola la riproposizione del maestro unico per le scuole elementari che tutte le ricerche pedagogiche giudicano meno efficace del modulo con 3 maestre.
Il taglio dei posti avrà conseguenze drammatiche sulle scuole: le classi saranno di 35, 40 alunni con la totale impossibilità di fare lezione; le famiglie dovranno fare fronte a tutte le spese: già adesso in molte realtà sono costrette ad autofinanziarsi per comprare il sapone ed addirittura la carta igienica.
Gli insegnanti precari perderanno il lavoro, ma il ministro Gelmini ha pronta la soluzione: "Mi piacerebbe parlarne col sottosegretario al Turismo perché una parte di queste persone potrebbe avere un'opportunità di lavoro in un contesto di rilancio del sistema Paese".
Insomma gli insegnanti precari si sono laureati, abilitati, specializzati con corsi di formazione professionale per fare le guide turistiche o gli animatori nei villaggi vacanze...
La proposta è vergognosa e ridicola visto che viene da un ministro che non ha alcun titolo e competenza specifica per occupare un posto così importante.
Caro ministro Gelmini, ha un unico modo per recuperare la dignità umana e politica che il suo appoggio al DPEF ha definitivamente cancellato: dia le sue dimissioni, immediate ed irrevocabili.
Perderà la poltrona, ma riconquisterà la stima del mondo della scuola che ha definitivamente perso.
E si ricordi: senza dimissioni avrà una opposizione durissima: nelle graduatorie sono iscritti circa 300.000 docenti precari.
Queste persone non si faranno cacciare così facilmente, non si faranno buttare via dopo essere stati spremuti come limoni quando servivano al buon funzionamento delle istituzioni scolastiche.
Caro ministro, ci dia retta: si dimetta subito, torni a fare l'avvocato e lasci la scuola pubblica nelle mani di qualcuno che ne abbia veramente a cuore il futuro.

I PRECARI DELLA SCUOLA
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postato da: fatanuda alle ore 18:28 | link | commenti (1)
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Roma , 24/06/2008 MENO SCUOLA IN ITALIA GRAZIE A 4 MINISTRI OMBRA E A UN MINISTRO VERO. di Pino Patroncini http://www.retescuole.net/contenuto?id=20080624190237 A leggere la parte della manovra finanziaria sulla scuola la prima domanda che viene in mente è: ma quanti ministri ombra della pubblica istruzione ci sono? Non sto parlando di quello del PD, anche se sarebbe giusto chiedersi che cosa stia facendo in questi giorni, oltre a fregiarsi del suo titolo “umbratile”. Ma Maria Pia Garavaglia non è sola! Con lei ci sono sicuramente altri tre ministri ombra: 1) la mancata ministra Valentina Aprea che di fronte al ministro ufficiale che ufficialmente si proclamava non ammalata di riformite ( allocuzione presa in prestito dal precedente ministro Fioroni) ha pensato bene di presentare lei la sua riforma della scuola, 2) il ministro Brunetta, che tutto preso dalla sua foga distruttiva nei confronti dello stato sociale, per mascherarla ha aperto la stagione della caccia ai fannulloni anche nella scuola. 3) infine il Ministro della pubblica istruzione Gelmini, che per ora sembra ancora tutta intenta a rendersi conto dei grattacapi del suo grosso ministero (riguarda fra docenti, ATA, studenti e genitori almeno il 50% della popolazione italiana), per il quale ha avuto in dotazione solo una sparuta pattuglia collaboratori: il depositario dello scudo crociato e Miss Padania. Con tanti ministri ombra chi è allora il ministro vero? Fino a ieri questa domanda trovava risposte solo nelle più subdole e insinuanti malelingue. Ma oggi non ci sono più dubbi. Il vero Ministro della Pubblica Istruzione è ancora lui: Tremonti, quello che pur di risparmiare cinque anni fa ridusse l’esame di maturità all’ultima ripetitiva interrogazione con i propri insegnanti di sempre, quello che, insieme alla Moratti, sempre per risparmiare, escogitò la scuola spezzatino al posto di tempo pieno e tempo prolungato. Oggi non ci sono più dubbi. Infatti è lui l’autore dell’ultimo documento relativo alla manovra finanziaria, in cui all’articolo 70 viene disegnata la scuola dei prossimi tre anni: una scuola in cui ci sono 100.000 insegnanti e 43.000 ATA in meno. Non male per un paese che in Europa è agli ultimi posti numero di diplomati e di laureati: 69% di diplomati tra i giovani contro il 73% della Germania, il 77% della Gran Bretagna, l’80% della Francia, l’81% del Belgio e della Grecia, l’84% dell’Irlanda, l’86% della Finlandia. Non male per una scuola che trova sempre più difficoltà con i nuovi alunni, immigrati e non solo. Con circa il 12% di organico in meno sarà tutto più facile! Che cosa dice infatti l’articolo 70? Per capirlo meglio occorre, ma neanche più di tanto, una traduzione dal linguaggio burocratese di cui si ammantano i testi governativi al linguaggio quotidiano, dal parlare suadente da ministri al parlare come si mangia, come si suol dire. Ecco allora grosso modo come potremmo metterlo in bocca al suo autore con un linguaggio diretto: “Basta con queste classi così poco affollate! Dal 2009 più alunni per classe! Il personale ATA deve essere ridotto di 43.000 unità in tre anni a partire dal 2009: 14-15.000 unità in meno all’anno! Entro 45 giorni dall’approvazione Io e la Gelmini faremo il piano per ridurre gli organici. Poche balle: la riforma non si fa per migliorare la scuola, si fa per risparmiare! Infatti per attuare ciò bisognerà cambiare ordinamenti e piani di studio. Nei seguenti modi: 1. Meno classi di concorso e classi di concorso più ampie così i docenti potranno insegnare più materie. E chi se ne frega se non saranno preparati in tutte! 2. Meno materie e meno ore di lezione soprattutto nei tecnici e nei professionali, che tanto lì ci vanno i figli degli operai. 3. Classi con più alunni dappertutto e meno indirizzi nelle secondarie superiori. 4. Nella scuola elementare ritorno al maestro unico, tutt’al più con inglese e religion, che non se ne può fare a meno. Se avanza qualcosa al massimo concederemo qualche doposcuola per i più sfigati. Scordatevi moduli e doppio organico! 5. Chi ha detto che i docenti devono fare solo 18 ore di lezione? Quanto agli ATA: non sono mica necessari dappertutto e a tutte le ore. Flessibilità ci vuole, flessibilità! 6. E basta con le scuole serali semivuote, che poi ne parlano anche i giornali. A settembre chi è fuori è fuori e chi è dentro è dentro. E se c’è poca frequenza la classe o la si accorpa o la si accoppa. Guai a chi non lavora per questo obiettivo! Compresi i dirigenti scolastici: non vi abbiamo mica dato la dirigenza per niente. Pensavate di gestire l’autonomia scolastica? Sbagliato! Se non ubbidite vedrete che cosa vi capita alla prima valutazione! E a te, Gelmini, se non raggiungerai gli obiettivi, ti taglieremo i fondi per il Ministero. Insomma i denari che devono venire fuori sono questi: quasi 8 miliardi di euro in tre anni, con una progressione che da poco più di un miliardo di risparmio arriva fino oltre i 3miliardi, a botte di un miliardo in più ad anno scolastico Ci sarà un comitato di controllo, che dovrà essere ben lieto di lavorare gratis. Alla fine il 70% dei risparmi, ottenuti grazie all’appesantimento del lavoro di docenti e ATA, ce li pappiamo noi del Ministero delle Finanze. Da subito. Poi li dirotteremo dove il Governo riterrà meglio. Il 30% servirà invece a dividere gli insegnanti tra chi farà carriera e chi no. Ma questo non prima del 2010. “ Di fronte a questa prospettiva i 200 milioni di euro che vengono destinati al fondo di istituto per il 2008 (art. 69) sono proprio l’uovo oggi che consente a Tremonti di papparsi tutto il pollaio domani. Messi prima del capitolo tagli hanno proprio l’aria di uno specchietto per le allodole. E’ invece più significativo quello che c’è al capitolo successivo, il 71, quello che riguarda le forze armate: qui il risparmio previsto è di 304 milioni a decorrere dal 2010. Nello stesso anno la scuola darà “oro alla patria” più di 5 volte tanto, nel 2011 più di 8 volte tanto, nel 2012 più di 10 volte tanto. Un famoso Presidente della Repubblica più o meno 25 anni fa diceva: “Svuotate gli arsenali, riempite i granai!”. “Svuotate le scuole, riempite le caserme” potrebbe essere il motto del prossimo candidato alla Presidenza della Repubblica. _________________ NO ALLA CHIAMATA DIRETTA,SENZA SE E SENZA MA!!!!!!!!! http://precarisalerno.forumup.it/ http://www.cobas-scuola.it/index.html
martedì, 17 giugno 2008

Il Pdl che attacca la Scuola pubblica e i suoi lavoratori come se fosse un covo di briganti sta commettendo un errore madornale, aspira ad essere un partito di centro ma la Dc non ha mai attaccato il lavoro intellettuale, ne ha cercato sempre il consenso! Berlusconi si affida a personaggi non politici, forcaioli dei lavoratori, sta clamorosamente sbagliando
postato da: fatanuda alle ore 22:30 | link | commenti
categorie: scuola, conflitti, berlusconi, gelmini, precari, fatanuda, aprea

Bush e il Papa del ribaltone guardano le pesche mature nei giardinetti vaticani, parlano di conversione e valori, intanto cadono bombe sui bambini a Bagdad, altri bambini sono vittime di preti pedofili; Bush promette ortodossia e il giorno dopo lo troviamo a Parigi al Magnificat di Carla Bruni....consumismo cattolico?

postato da: fatanuda alle ore 12:03 | link | commenti (4)
categorie: italia, politica, bush, barthes, doccia, analogie, votami, codini, presepe, bastiglia
lunedì, 16 giugno 2008

Francesco Scrima: "Il ministro si guardi da consiglieri improvvisati"


Conoscere la realtà di cui si parla dovrebbe essere la prima regola per fare della buona informazione
e per distribuire consigli utili a migliorare le cose che si sono analizzate.
Il fondo di Fracesco Giavazzi sul Corriere della Sera di oggi (domenica 15 giugno) è costruito su elementi di così scarsa conoscenza della scuola che non bastano poche righe per controbattere le tesi che esprime.

Segnaliamo alcuni punti:
1. Il primo per immediata gravità e urgenza: la questione dei precari. Smettiamola di crederli dei
fastidiosi clandestini in attesa di sanatoria; sono insegnanti che hanno avuto l’abilitazione a questo
mestiere attraverso prove regolari, e in più hanno maturato significative esperienze. Fino ad ora
molte scuole hanno potuto funzionare regolarmente solo grazie a loro. L’Amministrazione li ha utilizzati e sfruttati; chi vuole rottamarli non ha il minimo senso di responsabilità e di giustizia.
C’è del resto una norma della Finanziaria che ne decreta e regola l’accesso nei ruoli. Fra le “regole di convivenza” che la scuola dovrebbe insegnare e testimoniare non c’è anche quella che ci dice di
rispettare le leggi e onorare i patti?

2. Il malessere della scuola ha cause un po’ più ampie e profonde di quanto l’editorialista sembra
presumere.

3. Le code di precari che bussano per un lavoro stabile alle porte della scuola sono le stesse che i
laureati fanno in Italia per qualsiasi altro posto adeguato ai titoli e alle aspirazioni che hanno.

4. Esistono già gli strumenti perché il sistema si difenda da quella quota di incapaci e furbastri che
in ogni grande organizzazione possono esserci. Se tali strumenti non vengono attivati di chi è la colpa?

5. Il sistema dei concorsi pubblici per entrare di ruolo nella scuola, se ben governato, è un serio meccanismo di garanzia per la società e il “pubblico” prima che per i singoli concorrenti; selezionare su criteri di competenza è doveroso e possibile.
Se non avviene sempre così di chi è la colpa? Il sistema dei Concorsi pubblici è comunque previsto dalla Costituzione; che facciamo?

6. I concorsi sono indetti per gradi di scuola, dunque non si va in una scuola media o in un liceo senza specifica abilitazione.

7. I curricoli di scuola sono già in larga parte nelle potestà progettuale delle singole scuole autonome e degli insegnanti e non di un Ministro o di una Commissione ministeriale.
Si tratta di sostenere la scuola in questo compito.

8. I dati Ocse-Pisa sono un po’ più complessi e articolati di quanto Giavazzi sembra conoscere.
Analizziamoli sino in fondo.

9. Sono anni che i Sindacati chiedono un sistema di valutazione nazionale. Chi non lo costruisce?

10. La classifica delle scuole non serve ai genitori per scegliere la scuola migliore. Le famiglie (tranne quelle di categorie privilegiate e abbienti) possono mandare i figli solo nella scuola più vicina. La qualità va assicurata a tutti e non è il sistema della classifica che lo garantisce (neanche in America).

Questo solo per cominciare a precisare. Al Ministro chiediamo di guardarsi da consiglieri improvvisati. A Giavazzi chiediamo di approfondire la conoscenza del sistema scolastico. Credendo nella sua onestà e buona fede, gli chiediamo di confrontarsi con noi in una riflessione più articolata.
Anche noi, quanto Lui, vogliamo una scuola efficace, efficiente, capace di rendicontazione sociale.

Francesco Scrima
Segretario Generale Cisl Scuola
mercoledì, 11 giugno 2008

Salviamo la Scuola pubblica italiana, la Casta catto-affarista rimanga fuori dalle aule

Vota la Fatanuda

postato da: fatanuda alle ore 16:15 | link | commenti (3)
categorie: italia, scuola, gelmini, analogie, fatanuda, codini, casta, aprea
martedì, 10 giugno 2008

si può litigare con un pensiero neobanale? quale problema assilla il Pd se non la sopravvivenza arrogante delle retroguardie Ds e il sacrificio dei cattocipressi Dl?
postato da: fatanuda alle ore 22:47 | link | commenti
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venerdì, 06 giugno 2008

DOCENTI PRECARI CHIEDONO IL RITIRO DEL DDL APREA
di Varie associazioni di precari

Secondo il Corriere della Sera il ministro Gelmini ha dichiarato di non essere interessata alla riforma della scuola, ma solo ad interventi «per via amministrativa». Il tema della scuola, ha aggiunto, è delicato e visto il clima favorevole di inizio legislatura il ministro vuole procedere sperando che non si cada «nello scontro politico e ideologico». Per questo «valuterò con il centrodestra, ma anche con l'opposizione l'opportunità di una riforma».
Peccato che il Presidente della VII Commissione Cultura della Camera, onorevole Valentina Aprea, sembri pensarla in maniera totalmente opposta avendo presentato il 12 Maggio un ddl dal titolo «Norme per l’autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonchè per la riforma dello stato giuridico dei docenti», che rivoluzionerebbe l'intero sistema scolastico.
I cambiamenti chiesti dall' Aprea sono epocali e totalmente negativi visto che spingerebbero definitivamente le scuole verso la privatizzazione.
Sparirebbero infatti le RSU ed consigli di circolo e di istituto, sostituiti da consigli di amministrazione che avranno il potere di decidere se trasformare l’istituzione scolastica in fondazione.
Per i docenti precari la trasformazione in legge del ddl avrebbe conseguenze catastrofiche: sparirebbero le Graduatorie ad Esaurimento: i diritti conseguiti dai docenti precari in anni di sacrifici verrebbero buttati nel cestino visto che le assunzioni sarebbero effettuate direttamente dalle scuole che potrebbero bandire concorsi di istituto senza tenere conto del servizio svolto.
L'Aprea non ha mantenuto la promessa di dare il 50% delle future immissioni in ruolo alle GaE con cui aveva rassicurato i coordinamenti dei docenti precari prima delle elezioni.
http://www.valentinaaprea.it/2008/02/26/scuola-aprea-graduatorie-permanenti-a-esaurimento-50-posti-vacanti/
Assolutamente problematica appare la gestione tecnica di concorsi a livello di singola scuola, oltretutto i controlli e la trasparenza diminuirebbero, con la possibilità di nepotismi e clientelismi da parte dei dirigenti scolastici.

E' invece completamente condivisibile la proposta di legge di iniziativa popolare assegnata alla VII Commissione Cultura il 27 maggio 2008
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0000010.pdf
In questa proposta di legge viene ribadita l'importanza della stabilizzazione degli organici con l'assunzione su tutte le cattedre vacanti attraverso graduatorie pubbliche che diano priorità al servizio prestato nella scuola statale.

I docenti precari sono molto preoccupati per l'assordante silenzio sulle immissioni in ruolo da parte sia del ministro Gelmini che del Presidente della VII Commissione Cultura Aprea: invece di tentare di stravolgere le istituzioni scolastiche con nuove riforme epocali il ministro e le istituzioni diano risposte alle aspettative di migliaia di persone: la Finanziaria del 2007 stabiliva un piano triennale di 150.000 immissioni in ruolo di cui solo la prima tranche di 50.000 assunzioni è stata effettuata.
I tempi stanno per scadere visto che le immissioni devono essere effettuate entro il 31 Luglio: il governo mantenga gli impegni presi dal Parlamento e dia il via libera alla seconda tranche di immissioni in ruolo.

I docenti delle associazioni

CIPNA (Comitato Insegnanti Precari Non Abilitati - www.cipna.it)
Comitato Precari Liguri ( www.paolomalerba/precariamente )
Forum PrecariSalerno ( http://precarisalerno.forumup.it )
Forum Precariscuola ( www.precariscuola.135.it )
Orgoglio Precario ( www.orgoglioprecario.it )
Blog PrecariaMente ( http://www.precariamente.ilcannocchiale.it

postato da: fatanuda alle ore 18:38 | link | commenti
categorie: italia, scuola, ssis, precari, fatanuda, aprea, talassocrazia
domenica, 01 giugno 2008

Il pensiero neobanale in Italia diventa corrente: dopo Banawalter arrivano le banalità di Draghi di Bankitalia (banca senza funzioni) a leggere due banalità sul paese reperibili su qualsiasi manabile/temi pronti degli ultimi cinquant'anni. Tutti a dire che ha ragione!

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